Dialoghi

I dialoghi costituiscono il momento centrale del progetto che ha tra i suoi obiettivi quello di favorire l’incontro transdisciplinare tra ricercatori e ricercatrici operanti in ambiti di sapere diversi. Essi sono strutturati come un confronto tra specialisti di diverse discipline attorno ad un tema identificato come centrale per la trasformazione in atto in uno o più specifici contesti di studio e ricerca. Per questo, l’oggetto del dialogo richiede un approccio pluridisciplinare per coglierne e governarne le implicazioni, che hanno un impatto non soltanto sulla conoscenza, ma anche sulle ricadute applicative del cambiamento. Uno dei partecipanti esercita un ruolo di moderazione, avviando il dialogo e sintetizzandone i passaggi salienti.


Spazi del sacro

Approfondendo quanto emerso nel dialogo La ridefinizione dello spazio pubblico e comunitario dopo il COVID 19, i due dialoghi sugli Spazi del sacro onlife affrontano l’impatto delle nuove tecnologie e dei social media sulle forme istituzionali di costruzione e condivisione dell’esperienza religiosa e più in generale di espressioni di ricerca e accrescimento spirituale. Oltre le tradizionali distinzioni disciplinari, una chiave di lettura è offerta dalla categoria di onlife, ovvero la compresenza e l’interazione nell’esperienza individuale delle tradizionali forme di comunicazione e di interazione con il sacro con nuove modalità e nuove istituzioni mediate dalla tecnologia.

Nel primo dei due dialoghi si confrontano uno psicologo sociale, uno storico delle religioni, un teologo cattolico e una storica dell’arte, mentre nel secondo dialogo vengono prese in esame più specificamente le tre tradizioni religiose abramitiche, ebraismo, cristianesimo e islam.


Ridefinizione dello spazio comunitario

Quanto accaduto durante la pandemia da COVID 19 ha accelerato ed estremizzato il processo di dislocazione della socialità dallo spazio reale a quello virtuale della rete e dei social media. Ciò comporta importanti conseguenze per quelle forme di esperienza umana quali la politica, la religione e la fruizione dell’arte, legate alla dimensione fisica dello spazio e dello scambio interpersonale. È possibile immaginare una ridefinizione di esse nello spazio virtuale e nell’assenza di legami immediati tra le persone oppure la nuova condizione ne decreta necessariamente la fine o una trasformazione così profonda da renderle altra cosa?

In questo dialogo si confrontano uno studioso di storia della chiesa, uno psicologo sociale, un informatico e una storica dell’arte.


Paziente e Cura

L’uso dell’intelligenza artificiale (AI) ha profondamente cambiato non solo il modo di operare del medico, ma anche il suo rapporto con il paziente: da un lato, essa rende possibile diagnosi e terapie più precise ed efficaci; dall’altro, può ulteriormente spersonalizzare il rapporto di cura, affidandola alla sola tecnologia e deresponsabilizzando sia il medico sia il paziente. Quest’ultimo può essere indotto a rinunciare ad un approccio proattivo al percorso di cura e guarigione, mentre il medico corre il rischio di ridursi ad una funzione burocratica di intermediazione, deprivata di empatia e di compassione.

I tre dialoghi, tra un medico, un filosofo, una psicologa e un informatico, prendono in esame e riflettono su tre momenti chiave del rapporto tra medico e paziente: L’ingresso nella cura; La diagnosi; Il percorso di cura e il rapporto tra medico e paziente.